IL POPE CAMILLO E

IL VECCHIO CRISTO DI LEOPOLI



Ad un anno dall'inizio di questa stramaledetta guerra, ripropongo un mio vecchio post di Facebook del 7 marzo 2022.

E nel mentre veniva riposto al sicuro in un bunker, il vecchio Cristo dell’altar maggiore della cattedrale di Leopoli domandò al Pope Camillo: “Perché mai mi avete tirato giù dall’altare ? E perché mi state nascondendo ? Non saranno ritornati i bolscevichi vero ?”
Il pope preso in contropiede da quella inattesa domanda, si levò il cappello e rispose balbettando un po’ stupito: “...no...no Signore è che ... ma non avete udito? C’è una nuova guerra! I missili cadono come chicchi di grandine sulla città e la Vostra casa potrebbe andare distrutta e con essa anche Voi: per questo Vi abbiamo fatto scendere dall’altare maggiore e Vi mettiamo al sicuro in un rifugio. Non vogliamo che Vi accada qualcosa Signore.”
Il Cristo, con uno sguardo colmo di compassione esclamo: “la guerra! Ancora una guerra! Ma contro chi ?”
“... contro i russi ... Signore...” farfugliò il pope Camillo.
“I russi! ... Ma non sono i vostri fratelli ?” -domandò il Cristo-
Il pope buttando giù un rospo grosso come un carro armato sovietico rispose: “...sì ... sì ... Signore ... sarebbero i nostri fratelli ...ma ...”
“Ma tu lo sai” - continuò il Cristo - quanti russi sono morti nell’ultima guerra?”
“Circa quindici milioni Signore” - rispose il pope sempre più imbarazzato.
“E quanti ucraini?” - insistette il vecchio Cristo di Leopoli -
Spalancando le braccia e con le lacrime agli occhi, il pope Camillo con la voce rotta esclamò: “Quattro milioni Signore!”
Allora il Cristo dell’altare con uno sguardo di infinita pietà proseguì:
“Quanto ancora dovrò ascoltare il pianto delle madri che si disperano per i loro figli morti ? Quante altre vedove dovranno piangere i loro mariti ? Quanti bambini innocenti dovrò accogliere nel mio regno facendo loro da Padre perché uccisi dalle vostre stramaledette micidiali armi ?
Quando finirete di fare tutte queste sporche guerre ? Non vedete che la terra trasuda di sangue ? Non sentite le voci dei morti in battaglia che implorano di poter tornare alle loro case ?”
“Ascolta” -disse il vecchio Cristo dell’altare di Leopoli-
Il pope Camillo, scolorito in volto per l’emozione, iniziò ad udire prima come flebili aliti di vento e poi sempre più chiare, delle voci che in lingua ucraina imploravano: “Madre mia ... aiutami! Madre mia dove sei ?” Poi in lingua russa: “Madre non abbandonarmi qui... voglio tornare a casa... !” Ed altre voci, in altre lingue: tedesco, italiano, francese, inglese ed altre ancora sconosciute che invocavano tutte la donna che li aveva messi al mondo o la donna a cui avevano giurato eterno amore davanti all’altare: “... non abbandonateci qui nel vento ! Fateci ritornare sulla soglia di casa!” Le voci imploranti l’aiuto di madri, padri, spose, fratelli o semplici compagni d’arme, fluttuavano come uno stormo di tordi impazziti e, alla fine, si fusero in un'unica tremenda invocazione che si alzò alta nel plumbeo cielo della città ferita a morte.
“Ecco che cosa è la guerra!” Sentenziò severo il Cristo dell’altar maggiore di Leopoli.
Il pope Camillo, oramai in ginocchio per l'emozione e con le lacrime che gli scendevano sulle guance, portò le sue grosse mani sulla faccia come per nascondersi.
“Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore! Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di noi peccatori !”
Disse con la voce strozzata dal pianto.
“Pope Camillo, non chiudermi qui in questo bunker !” -ordinò il Cristo-
“Non penserai che me ne stia qui tutto solo al sicuro?”
“Portami nelle metropolitane e nelle cantine, dove le famiglie si rifugiano per non essere straziate dalle bombe e dai missili che fischiano sulle loro teste e che distruggono i loro focolari, portami negli ospedali dove troppi innocenti soffrono e dove gli uomini e le donne muoiono, portami dai vecchi che hanno perso la pace del cuore perché i loro occhi sono tornati bambini e vedono ancora una guerra, portami da tutti i soldati, ucraini o russi che siano, che muoiono soli come animali abbandonati, portami dalle giovani vedove che non si danno pace perché hanno ancora addosso il profumo del loro amore perduto, portami dai fanciulli che, anche se è quasi primavera, non trillano più per il terrore e son divenuti tristi usignoli senza voce, portami ovunque lo squallore di questa stramaledetta guerra faccia fiorire i suoi putridi fiori... ma non lasciarmi qui dentro Pope Camillo!”
Il pope Camillo, come stordito si guardò per un attimo attorno e poi guardò le sue grosse mani, mani di prete della sterminata pianura ucraina, e alzandosi di colpo, con le forze di quando era giovane seminarista, disse al vecchio Cristo di Leopoli:
“Obbedisco Signore!”
E con il Cristo crocifisso sulle spalle iniziò a girare per la città deserta.

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